IL PARLAMENTO VIRTUALE: BROGLI & IMBROGLI

Il  PARLAMENTO VIRTUALE è un’associazione culturale che proclama di essere la cura all’immobilismo politico nonché uno strumento di “democrazia partecipata”. Alcuni giornali  – in particolare l‘ESPRESSO  – sono di tutt’altra idea. Si è trattato – alla fine – di un’espediente per creare la rampa di lancio ad un mini-partito chiamato RIVOLUZIONE CRISTIANA, nulla di più.

Analizziamo la seguente storia.
Vi raccontiamo una bizzarra vicenda vissuta sulla pelle di Alessandro CASCIO. Dopo essere stato nominato Onorevole presso il Parlamento Virtuale ed essersi candidato quale Capo Gruppo nel “partito” da lui scelto ne ha dato pubblicamente notizia in FB il 1° marzo 2015. Il suo profilo di “onorevole” da quel momento è improvvisamente e misteriosamente sparito dalla rete. Le ragioni di tale epurazione nessuno le spiega ma si avanza ugualmente un sospetto fondato. ROTONDI – contestato commissario del partito F.I. in Molise – ha chiesto e ottenuto tale disonesto “provvedimento”. La motivazione?  Le domande che ci facciamo – a questo punto – sono molteplici. Innanzi tutto se il nostro sospetto fosse fondato occorre interrogarsi sui meccanismi che governano il Parlamento Virtuale e sulla loro trasparenza. Le stesse votazioni potrebbero essere invalidate per la ragione ovvia che CASCIO si è candidato secondo le procedure previste e ciononostante si sono fatti brogli che hanno consentito la sua illegittima estromissione a candidatura avvenuta!.
Vi pare sintomo di “democrazia partecipata”? A seguire lettera inviata agli organi del “Parlamento Virtuale” rimasta – per ora – inascoltata.

SPETT.
PARLAMENTO VIRTUALE

Alla c.a.
On. Gianfranco ROTONDI

e p.c.

Commissione di Garanzia
Comitato dei Questori

Premesso che lo scrivente ha aderito al Parlamento Virtuale e inviato la richiesta d’iscrizione attraverso la modulistica preposta nel sito web ritengo che la medesima sia stata valutata positivamente dal vostro staff in quanto in data 26 febbraio ricevevo vostra chiamata telefonica in cui mi chiedevate di inviarmi copia di un mio documento d’identità e lo scrivente vi provvedeva il giorno seguente. Giorno 1 marzo ricevevo vostro SMS in cui mi qualificavate come “Illustre Parlamentare” e mi trasmettevate un codice per verificare l’account. Il 2 marzo ricevevo – quindi – le credenziali di accesso alla piattaforma a mezzo e-mail e nello stesso giorno mi assicuravate che entro breve i vostri tecnici avrebbero anche provveduto ad inserire la mia foto nel mio profilo. Entravo – pertanto – nel mio profilo e mi candidavo – seguendo le istruzioni – come “capo gruppo” per il partito da me scelto.
Fatta questa operazione e dal quel momento in poi non mi è più stato possibile entrare nel mio profilo per seguire gli sviluppi della votazione in atto (regolari?) e neppure per seguire le attività del Parlamento Virtuale…
Vi inviavo tre e-mail per avere delle spiegazioni ma fino adesso avete taciuto.

Inoltre segnalo che ho ricevuto un messaggio privato in FACEBOOK (v. allegato) in data 27 gennaio alle 14.55 in cui tale Dario COLUCCI (profilo falso manovrato da tale Fabio SANFILIPPO), il quale sostiene apertamente: “Sono stato io ad intercedere sul nuovo percorso che adesso Fabio percorrerà con Gianfranco Rotondi al Parlamento Virtuale” e ancora “non permetto intrusioni… su nessuno dei 945 Parlamentari scelti su 47.000 proposte”.

Chiedo agli organi di controllo preposti quale ruolo abbia – pertanto – tale Dario COLUCCI (profilo fake)– nelle dinamiche del Parlamento Virtuale datosi che sarebbe nella possibilità di non “permettere intrusioni”. Trattasi di un mitomane?!

Spero in una vostra celere risposta. In caso contrario mi rivolgerò ai mass media con la documentazione in mio possesso .

Cordiali saluti

Antonino Alessandro CASCIO

<<>>

LORO RISPOSTA DEL 16 MARZO ’15:

Gentile Sig. Cascio, la sua email è stata inoltrata agli organi di competenza, i quali agiscono in conformità all’etica regolamentare, senza intrusione alcuna. Distinti saluti


APPELLO AL PARLAMENTO VIRTUALE:

Perchè non iniziate voi ad espellere gli “onorevoli” virtuali indagati e/o condannati dando – così – un buon esempio a tutti i cittadini italiani che sono stanchi di essere rappresentati da soggetti corrotti e disonesti?!!!


QUANDO LA POILITICA DIVENTA MOTIVO DI ILARITA’…

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