ITALDETECTIVES, ASSOCIAZIONE ANTILIBERALE?

La ITALDETECTIVES in sei anni di attività ha accumulato meno di 40 tesserati, indice della modesta rappresentatività della stessa, circa l’1% degli investigatori privati esercenti detta professione.
Nasce il 25/03/’10, fondata da Alessandro CASCIO, Ivana FOIS e Bernardo FERRO, come attestato atto costitutivo e statuto, regolarmente depositati. FERRO fu nominato presidente – carica che riveste tuttora – per l’unica ragione che risiedeva in ROMA ove venne fissata la sede legale. L’ideatore del progetto e l’autore dello statuto fu CASCIO, nominato – in allora – segretario nazionale.
Nel corso della prima assemblea – organizzata in data 29/05/’10 – a cui non ha potuto partecipare a causa di un lutto in famiglia – riferisce CASCIO – si verificarono gravi irregolarità in barba allo statuto reggente e quindi egli si adoperò per impugnare l’assemblea, nello specifico contestando alcune delibere, atto che rientrava nei suoi poteri, compiti e responsabilità. Anziché annullare le decisioni assunte illegittimamente FERRO decise – del tutto arbitrariamente – di non tenerne conto ed anzi lo estrometteva dall’associazione inventandosi le ragioni più inverosimili.
Iniziò – così – una massiccia campagna diffamatoria per tentare di strumentalizzare le motivazioni per cui CASCIO non fosse più in possesso della licenza investigativa, situazione – in realtà – da sempre molto chiara come si evince dalla missiva trasmessa dallo stesso alla prefettura competente per derimere ogni dubbio nel merito. In data 10/06/’10 fu partorita persino una comica quanto illegittima”radiazione”, delibera emessa – tra l’altro – attraverso organi costituiti in violazione dello statuto e resa inefficace da un’opposizione legale redatta in data 02/07/’10 dall’avvocato difensore di CASCIO.
FERRO in buona sostanza scippa l’associazione agli altri due soci fondatori e – più tardi – si impadronisce pure del marchio. In seguito modifica lo statuto mutilandolo pur di assicurarsi il totale e dispotico controllo del sodalizio. A tutti questi atti osceni assiste sbigottita Ivana FOIS che presto si dissocia abbandonando FERRO alla sua politica delirante, personaggio più volte contestato da altre associazioni di categoria. La ItalDetectives – del resto – è abituata a proclami autoreferenziali che vengono puntualmente smentiti…
Dall’estate del 2010 in poi Bernardo FERRO, in sintonia ed in concorso con Elisabetta FERRI (sua segretaria, socia, tesoriere…), cercano in ogni modo di danneggiare la reputazione di CASCIO producendo incessantemente iniziative di carattere diffamatorio e compiendo indagini illegittime sul suo conto. Lo scopo – probabilmente – è quello di giustificare in qualche modo l’atto ignominioso relativo alla radiazione illegittima di un socio fondatore e per mascherare le loro responsabilità.
Le bieche iniziative persecutorie attuate sino ad oggi sono molte e tutte denunciate all’autorità giudiziaria. Dimostrano lo squallore morale degli autori (ipoteticamente ignoti). E così a sostegno della ItalDetectives comparvero i soliti profili falsi in Facebook come Andrea BRIZZINI, o blog anonimi aventi tutti lo stesso scopo. CASCIO ricevette persino dei messaggi minatori dal 9 al 17 giugno ’10 provenienti dall’utenza 338 2071839 originati da un Nokia N73 che inviava gli sms da una zona di ROMA (detta “cella”) – coincidenza vuole – un’area geografica in cui Elisabetta Ferri è proprietaria di un immobile, come evidenziato in un report della Polizia Postale. Non soddisfatti il 12/03/’12 il tecnico che gestisce il loro sito web, ancora presente nell’organigramma della ItalDetectives – tale Lorenzo BOVE – acquista un dominio riconducibile all’azienda per cui lavora CASCIO – la Demetra Group – dove si insinuava che lo stesso era in galera o ci sarebbe finito presto… Nel febbraio 2013, in contemporanea con la nascita dell’Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza (APIS)  ed evidentemente allo scopo di limitarne la crescita, comparve un altro profilo fake tale Massimo TORINO e poi ancora Kimera MITOLOGICA e volentieri la ItalDetectives ospitava in Facebook post inseriti da costui per mettere in cattiva luce il CASCIO. La peggio cosa è che tali iniziative sono facilmente assimilabili ad un noto abusivo della capitale e poichè la ItalDetectives proclama in ogni dove di voler osteggiare l’abusivismo ravvisiamo, in detto bizzarro comportamento, una incoerenza sospetta. Ancora e in ultimo il 23/04/’15 pubblicavano in Facebook e poi anche sul loro sito il 27/04/’15 un “articolo” fuorviante e ricco di contenuti falsi, in cui si fanno le solite insinuazioni, comparso su un blog oscurato e ipoteticamente anonimo, verosimilmente riconducibile alla penna farneticante di un truffatore recidivo messo all’agogna dal CASCIO che ne ha smascherato le malefatte.
La ITALDETECTIVE (FERRO/FERRI) guadagna l’ennesima denuncia in data 30/04/’15.
CASCIO dichiara che si sarebbe anche dimenticato di questi “perditempo” ma datosi che loro insistono con questa vera e propria persecuzione lo obbligano a spiegare pubblicamente di quale pasta sono fatti questi soggetti. Ci chiediamo come un’associazione di categoria possa/voglia inficiare la propria immagine mostrando pubblicamente di accogliere post provenienti da fonti inattendibili e da profili falsi nati al solo scopo di diffamare il prossimo in rete senza pretendere di verificarne l’autenticità. E da qui si evince il chiaro intento di Bernardo FERRO ed Elisabetta FERRI che strumentalizzano la loro associazione pur di danneggiare volutamente la reputazione di CASCIO. Siamo dispiaciuti per i detective italiani che – inconsapevolmente – danno fiducia a questo tipo di persone convinti di essere rappresentati da soggetti integerrimi. Lo stesso FERRO, titolare di un’agenzia investigativa romana “La Segretissima” – in passato – ci risulta sia stato indagato per la presunta vendita di tabulati telefonici ma non perde occasione per mettere all’agogna i suoi colleghi che si macchiano dello stesso crimine. Anche qui pare che vinca l’ipocrisia. Il modus operandi di certi investigatori privati, privi di un codice deontologico, francamente è devastante per la reputazione dell’intera categoria.
Naturalmente i fautori di questo “cyber bullismo” – prima o poi – renderanno conto del loro operato e delle loro malefatte. Per adesso dimostrano solo l’inconsistenza delle proprie idee perché debbono nascondersi vigliaccamente dietro l’anonimato di profili e blog insulsi in quanto sanno bene che scrivono idiozie palesemente infondate e ingiuriose. Il numero esiguo dei loro tesserati dipenderà da questa politica sconsiderata?
Il giudizio ai posteri.


METODOLOGIA ITALDETECTIVES: BLOG ANONIMI E PROFILI FALSI

BLOG ANONIMI E DIFFAMATORI RICONDUCIBILI A FERRO/FERRI/BOVE :

ALFABETACIARLY
OPERATORI DI SICUREZZA

IN AGGIUNTA UNA SFILZA DI PROFILI FALSI IN FACEBOOK TRA CUI:
ANDREA BRIZZINI E JOSUE CAPALDI

PAGINA FACEBOOK
Redazione e Diritto di replica:

circo.faziosi@gmail.com

 

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