ASSENTEISMO: LA ROVINA DEGLI ISTITUTI DI VIGILANZA

imgL’assenteismo è quel fenomeno per cui un dipendente marina il lavoro per un tempo più o meno prolungato per propria volontà e per cause dubbie, prima tra tutte la malattia fittizia.
I dipendenti che ricorrono in modo sistematico ai permessi per malattia magari per prolungare una festività o un ponte sono – purtroppo – sin troppi, soprattutto nel pubblico impiego, ma tale fenomeno riguarda anche tanti Istituti di Vigilanza.

Agganciare le malattie ai week end è sanzionabile secondo un recentissimo orientamento della Cassazione ma gli assenteisti recidivi non si faranno certo scoraggiare dai nuovi orientamenti giurisprudenziali. Tra l’altro – secondo alcune sentenze della Suprema Corte – l’assenteismo è suscettibile di integrare il reato di truffa aggravata.

Il datore di lavoro in caso di fraudolenta simulazione di malattia può licenziare per giusta causa il lavoratore dipendente così come può procedere in tal senso anche nel caso vi sia un accumulo eccessivo di assenze (periodo di comporto).
E’ un malcostume diffuso simulare la malattia per rimanere assenti dal proprio lavoro. Un esercito di scansafatiche disonesti rischiano di mandare al fallimento le loro aziende che devono sostenere costi impressionanti per mantenere questi fannulloni cronici che mettono in ginocchio la normale prosecuzione dei servizi cagionando disagi notevoli anche ai propri colleghi e alimentano il rischio di creare turbative tra i I.V.P. e committenza.
Considerando il periodo di crisi e i milioni di persone disoccupate questo comportamento è indecente e inammissibile eppure questi soggetti oziosi e scorretti sono i primi a lagnarsi e alcuni di loro si ergono persino a paladini del settore. Pantomima?

Ci è capitato di esaminare una sentenza e siamo rimasti sbigottiti nell’apprendere che una G.p.G. licenziata per giusta causa è riuscita a farsi reintegrare con la scusa di essere perseguitato dall’azienda per la sua attività sindacale (insulsa) svolta a favore di sigle e associazioni sconosciute e ininfluenti sul piano della rappresentatività.

I numeri sono sconcertanti. In un anno di lavoro i giorni di assenza hanno superato i giorni di presenza. Il metronotte non ha lavorato per circa 190 giorni in un anno!!! Se tutte le guardie giurate alle dipendenze di un istituto di vigilanza facessero mediamente un giorno sì e uno no di lavoro come nel caso di questo sfaticato sarebbero tutti destinati al fallimento!!!

Eppure questi cialtroni sono convinti di avere la panacea per guarire tutti i mali di cui soffre la vigilanza privata. Pensano di conoscere le cause e hanno i rimedi in tasca. Vogliono più diritti. Vogliono gli stessi poteri concessi alle FF.OO, vogliono scimmiottare i poliziotti, anzi si sentono tali, persino migliori.

Certuni – però – di lavorare, studiare, formarsi non hanno nessuna voglia. E’ più facile lamentarsi o scendere con il megafono in piazza a dire quattro fesserie e scrivere fiumi di baggianate sui blog addebitando le ragioni della crisi ai servizi fiduciari (ex portierato).

Gli assenteisti devono essere considerati dei delinquenti non solo dalla razio della legge ma anche dall’opinione pubblica e gli stessi lavoratori dipendenti devono capire che avere un collega assenteista è un danno per l’azienda e per loro stessi.

 

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