LE ACREDINI TRA GUARDIE ARMATE E DISARMATE

Chi è causa del suo mal pianga se stesso

Si leggono critiche feroci nei riguardi degli operatori disarmati (ex portierato) oggi meglio inquadrati e identificati come servizi ausiliari, fiduciari e integrati.
A scagliarsi contro di loro sono le guardie giurate o almeno una parte di esse che ritengono costoro colpevoli di aver determinato un netto calo di lavoro che si tradurrebbe in una consistente perdita di appalti per gli Istituti di Vigilanza.

Per mettere il sale sulla ferita c’è poi chi sostiene le tesi più assurde e infondate, la più stupida consiste nel qualificare i servizi fiduciari come illegittimi e tacciare le imprese che esercitano tale attività di abusivismo, ipotesi del tutto infondata e ridicola. Basti notare che esistono dei CCNL che legittimano tali figure professionali per dimostrare agli stolti la loro goffaggine.

Il comparto della vigilanza privata armata è costituito in Italia da circa 1.200 imprese e da oltre 65mila dipendenti (dati ASSIV) mentre per quello relativo ai servizi fiduciari non abbiamo stime ufficiali ma fonti attendibili ci indicano che il numero degli addetti sono – in oggi – circa il doppio delle guardie giurate con una forte tendenza alla crescita. Ed è – forse – questo il dato che più impressiona e spaventa i competitor.

La netta differenza tra un comparto e l’altro consiste nel fatto che gli uni impiegano personale ARMATO e gli altri personale DISARMATO, i primi devono avere una licenza prefettizia, ai secondi non necessita.
Alla fine è il MERCATO/CLIENTE che stabilisce le proprie necessità e sceglie, salvo doversi obbligatoriamente rivolgere agli I.V.P. quando la legge lo richiede esplicitamente. In buona sostanza laddove necessita la vigilanza sui beni e sul patrimonio in senso stretto e nel caso debbano essere sorvegliati gli “obiettivi sensibili” identificati dal DM 269/’10 il cliente deve affidare l’appalto obbligatoriamente agli istituti di vigilanza, anche se, invero, ci sono sentenze della giustizia amm.va che sovvertono questo principio. In TUTTI gli altri casi, comunque, possono legittimamente intervenire i servizi fiduciari.

Appare chiaro e lapalissiano che il quadro sopra esposto configura una maggiore possibilità di impiego per i servizi fiduciari che hanno il vantaggio di poter operare nei più disparati settori e – tra l’altro – sono anche più economici non dovendo sopportare gli oneri che – invece – hanno gli IVP. Tutto ciò non comporta, a mio avviso, una colpa per gli addetti ai lavori o per gli imprenditori esercenti tale attività ed è quindi futile ed infondata l’acredine che molte guardie giurate nutrono nei confronti degli operatori disarmati.

Se infine consideriamo che sono stati gli stessi Istituti di Vigilanza ad aver proposto per primi sul mercato gli operatori disarmati allo scopo di meglio rispondere alle esigenze deli clienti, anche interessati al risparmio, potremmo asserire che la vigilanza privata ha fatto autogol e la crisi, ancora in corso, ha fatto il resto. Ancora una volta insisto a non trovare alcuna responsabilità diretta dei servizi fiduciari ad aver causato la riduzione di commesse a favore degli IVP. E sottolineo, per l’ennesima volta, che un operatore disarmato non può lavorare dove deve essere impiegata una guardia giurata ed è – semmai – possibile il contrario. Se ciò fosse, in taluni casi accaduto, è meritevole di essere segnalato all’autorità giudiziaria e trattasi – sicuramente – di episodi isolati.

Ho notato che ci sono associazioni di categoria che si sono affannate a segnalare alle istituzioni la loro preoccupazione perché i servizi fiduciari stanno prendendo il sopravvento e ravviso in tali iniziative un pizzico di ridicolaggine perché in un contesto di crisi conclamata lamentarsi con il decisore politico di un settore che crea occupazione ed è in continua crescita, seppure a scapito di un altro, è come lamentarsi della grande distribuzione che ha soppiantato i negozi o le botteghe di quartiere. Se il CLIENTE sceglie liberamente di fare i propri acquisti negli ipermercati potete vedere in essi anche il diavolo che tanto la situazione non cambia. Parliamo – quindi – di una fatica inutile.

Capisco che la vigilanza privata voglia trovare un capro espiatorio per cercare di giustificare i propri fallimenti e non voglia riconoscere che la mancanza di una selezione seria nel reclutamento del personale ed un totale menefreghismo in fatto di formazione ha creato una sorta di “armata Brancaleone” malvista dalla cittadinanza e dalle istituzioni, però sembra bizzarro e stravagante additare tutte le colpe della propria condizione ad una figura professionale che neppure può svolgere lo stesso lavoro. E’ un po’ come se i piloti dell’Alitalia volessero far ricadere la responsabilità della propria crisi sugli steward, peccato che questi ultimi non possono pilotare gli aerei!

La verità ultima è che assisteremo ad un progressivo mutamento degli Istituti di Vigilanza Privati in Servizi Fiduciari perché – prima o poi – ci dovremo arrendere all’idea, già captata dal mercato, che l’operatore armato è indispensabile solo in pochissime circostanze e buona parte delle guardie giurate verranno tramutate – quindi – in operatori disarmati. Probabilmente è proprio questa prospettiva che indispettisce la maggior parte delle G.p.G. che pur di avere la possibilità di scimmiottare i poliziotti e poter girare con un’arma addosso farebbero carte false.

Ci dispiace assistere a questa tragedia ma vi chiediamo di essere più onesti ed autocritici. Soprattutto invitiamo le associazioni di categoria di non sollevare falsi problemi e aizzare i lavoratori con temi finti e ingannatori che non risolveranno lo stato di crisi attuale e futuro.

La frittata è fatta. Cercate almeno di prepararvi ai cambiamenti che vi attendono senza continuare a pretendere ragioni su temi fasulli cercando il “capro espiatorio” nella security non armata. Mettete da parte ipocrisia e personalismi, cambiate atteggiamento e iniziate a preoccuparvi di migliorare la vostra reputazione professionale attraverso la formazione.
Sarà l’unico modo per potervi salvare.

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