I COLLABORATORI DELLE AGENZIE INVESTIGATIVE

Dopo l’articolo pubblicato di recente sul tema degli “Aspiranti Detectives, si intende ritornare sull’argomento in merito alla figura del collaboratore incarichi investigativi elementari (C.I.I.E.) e i corsi di formazione. Un futuro investigatore privato o collaboratore deve cercare di capire se questo è un mestiere che può essere adatto a lui e per questo motivo, spesso, si consiglia ai giovani aspiranti di frequentare dei corsi di formazione.
In Italia ci sono diverse associazioni che propongono percorsi formativi, generalmente di breve durata, nei quali si interfacciano tanti giovani. Molti di questi sono riusciti a capire un po’ di più, altri – già appartenenti al settore – hanno avuto modo di approfondire il loro bagaglio professionale (in quest’ambito non si finisce mai di imparare….)
Generalmente i corsi si dividono in due parti : l’ambito normativo che disciplina il settore investigativo e l’ambito tecnico-pratico in cui si impartiscono lezioni circa osservazione statica e dinamica, uso delle apparecchiature per i rilievi video-fotografici e installazione e monitoraggio localizzatori satellitari (tracker e gps). E’ molto importante in questo caso che chi eroga questi corsi proponga argomenti circa i segreti del mestiere, le verità più insidiose, in modo da avere un quadro (anche se non completo) della professione. D’altro canto, oltre ai vari corsi, c’è bisogno di tanta pratica sul campo, con l’affiancamento di persone esperte, perché è proprio in questo caso che si mette in atto ciò che si è imparato durante i percorsi formativi e cogliere tutte le occasioni che si presentano per imparare di più. Frequentare i corsi è un primo passo per approcciare bene a questo mestiere, ma purtroppo ciò non è sufficiente.
L’altro ambito trattato, come dicevamo sopra, è quello normativo il quale molto spesso viene erroneamente sottovalutato e messo da parte (la teoria è noiosa e serve meno della pratica): gravissimo errore in quanto per riuscire a destreggiarsi in questo campo bisogna conoscere le norme che lo disciplinano. L’investigatore privato svolge un ruolo molto delicato, un lavoro nel quale sono coinvolte terze persone, ed è per questo che bisogna lavorare sempre nella legalità.
Basta un minimo errore, una distrazione per incorrere in denunce, in procedimenti penali, e nei casi più sfortunati, alla revoca dell’autorizzazione prefettizia per operare sul territorio. Il collaboratore investigativo deve sapere quando opera nel giusto, quando un’attività è lecita o meno, al fine di non violare la privacy dei soggetti coinvolti nell’indagine e/o incorrere in violazioni penali.
Le normative più importanti che un investigatore privato dovrebbe conoscere per avere un quando completo sono : il TULPS (TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA) che contiene la disciplina normativa in merito all’attività dell’investigatore privato, delle guardie giurate e degli istituti di vigilanza; il D.M. 269/2010 il quale disciplina il possesso dei requisiti minimi degli istituti e dei servizi che vengono offerti al pubblico e il possesso dei requisiti professionali richiesti per la direzione dei medesimi istituti; il CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI ( D.LGS 196/2003) più comunemente conosciuto come il codice della privacy.

Dott.ssa Giovanna POPOLIZIO
Accademia Italiana Scienze delle Investigazioni Private, Criminalistiche e della Sicurezza

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