QUANTO COSTA INGAGGIARE UN DETECTIVE?

Quando ci si reca in un’agenzia investigativa farsi un’idea chiara del costo complessivo da affrontare è – spesso – problematico poiché oltre alla “manodopera” vengono addebitate al cliente anche le spese, ossia un tot per ogni chilometro percorso a titolo di pedinamento (anche 1€ al km), documentazione video o fotografica a parte, ecc.
Non è difficile – purtroppo – trovarsi nella spiacevole situazione di dover chiedere chiarimenti di fronte ad una fattura “gonfiata” rispetto alle attese.

I NOSTRI CONSIGLI PRELIMINARI
1) Assicurarsi che l’agenzia prescelta abbia i “titoli”, ossia la licenza/autorizzazione rilasciata dalla competente prefettura, nonché il “nulla-osta” che rende valida nell’attualità l’autorizzazione che ha durata/scadenza triennale;

2) L’autorizzazione deve essere affissa in modo visibile presso la sede dell’agenzia investigativa (assieme ai tariffari) ma potete chiedere alla prefettura locale se l’investigatore privato a cui vi state rivolgendo abbia i titoli in ordine, potrebbe – infatti – per diverse ragioni aver patito una sospensione temporanea della licenza che rende inefficace la medesima;

3) Accertatevi che il detective sia esplicitamente autorizzato ad occuparsi del vostro caso specifico, per esempio le licenze per svolgere indagini di natura penale o civile sono distinte e separate e queste ultime devono annoverare specificatamente i settori in cui può operare l’investigatore;

4) Esigete la stipula di un contratto (o lettera d’incarico) chiaro e privo di riferimenti ambigui – anche in ordine al preventivo di spesa – e assicuratevi che il servizio venga regolarmente iscritto nel “registro affari” e venga correttamente fatturato;

5) Non fidatevi delle informazioni raccolte on-line perché – sovente – sono autoreferenziali e ingannevoli ma cercate – piuttosto – referenze certe, l’ideale è aver conosciuto qualcuno che si è rivolto a quel professionista ed è rimasto soddisfatto (passaparola).

Sappiate – infine – che le licenze rilasciate dopo il 2010 impongono ai loro possessori requisiti maggiori e ben diversi rispetto a quelle concesse antecedentemente.

IL COSTO ORARIO
In linea con il proprio tariffario ufficiale (depositato), ogni agenzia investigativa applica discrezionalmente un costo orario in base alla tipologia dei servizi offerti. Vi ricordiamo che “discrezionalmente” significa che dipende da un criterio di giudizio personale, ossia ognuno fa come gli pare…

Qui nasce il primo problema poiché mentre un meccanico – per esempio – per eseguire una riparazione si deve rifare necessariamente ad un “tempario” che stabilisce i tempi medi per eseguire un certo tipo di intervento, l’investigatore privato se deve scoprire la fedeltà o meno di un soggetto, tanto per fare un esempio, non può certo sapere in anticipo quanto tempo occorrerà per risolvere il caso.

Ecco che diviene fondamentale preparare un “planning” attraverso cui stabilire gli orari in cui si vuole/deve monitorare il partner ipoteticamente infedele applicando le strategie meno dispendiose, compresa la possibilità di utilizzare le tecnologie a disposizione, purché consentite dalla legge.

Appare evidente che le variabili possibili – rispetto alle previsioni – possono essere molteplici ed è – pertanto – sempre problematico rispettare in modo certosino un piano di lavoro per quanto architettato con cura.
Tradotto vuol dire che il cliente può trovarsi a spendere cifre molto diverse da quelle preventivate.

CONCLUSIONI
La nostra opinione è che andrebbe superato il metodo del compenso orario perché riserva troppe incognite per il cliente e andrebbe introdotto – invece – quello del preventivo forfettario, omnicomprensivo di spese.
In base all’incarico ricevuto si chiede una somma di denaro specifica al committente che non dipenderà più dal tempo impiegato per svolgere l’indagine o dai chilometri percorsi dall’agente incaricato, così il cliente non si troverà alcuna sorpresa ed è maggiormente tutelato.

Una metodologia del genere – però – possono permettersela solo agenzie molto ben organizzate che hanno alle loro dipendenze diversi collaboratori e una struttura alle spalle di una certa dimensione.

Altro aspetto da chiarire alla committenza è che la parcella corrisposta all’investigatore privato non compensa il risultato ma il lavoro svolto. Mi spiego meglio. Un cliente se affida il rintraccio di una persona scomparsa al detective non paga una somma di denaro in base al fatto se è stato o meno ritrovato il soggetto sparito ma eroga un corrispettivo per le indagini occorse a cercarlo.

Giusto per dare un’idea al lettore – comunque – in base alla mia esperienza ventennale nel settore se dovessi ingaggiare un investigatore privato il suo onorario dovrebbe oscillare tra i 35 e i 50 euro l’ora. Cifre molto diverse da queste (superiori/inferiori) devono indurvi a cambiare strada.


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