IL CASO GIULIANI

Placanica (in foto) per certuni un eroe, per altri un mostro.

Vorrei esprimere la mia opinione a riguardo premettendo che quasi tutti i figli maschi della mia famiglia hanno indossato una divisa e ciò si ripete da tre generazioni. Per tale ragione ho una stima indiscutibile e inesauribile per le Forze dell’Ordine ma non sono neppure così cieco da non riscontrare delle ombre sul loro operato in determinate circostanze.

Mario PLACANICA (in foto) uccise Carlo GIULIANI (23 anni) durante gli scontri scoppiati in occasione del G8 a Genova nel luglio del 2001 e venne prosciolto dall’accusa di omicidio per legittima difesa e uso legittimo delle armi e fin qui è storia.

La richiesta di archiviazione si avvaleva di una consulenza tecnica della Procura secondo la quale Placanica avrebbe sparato in aria, ma il proiettile, fate bene attenzione, sarebbe rimbalzato su un sasso lanciato contro la camionetta e quindi reindirizzato alla testa di Carlo Giuliani, dinamica piuttosto bizzarra.

La corte europea dei diritti dell’uomo gettò dei dubbi sulle autorità italiane che non hanno condotto un’inchiesta adeguata sulle circostanze della morte del giovane manifestante.
Si ebbero – infatti – diverse circostanze anomale e la più raccapricciante fu un tentativo di manipolazione per avvalorare la tesi per cui un sasso, posizionato artificiosamente vicino al cadavere, fu l’arma del delitto e sembra che con lo stesso sasso qualcuno infierì sul volto del GIULIANI dopo che era già stato colpito da un proiettile. Chi e perchè ha fracassato la testa di GIULIANI e come mai venne disposta la cremazione prima di avere i risultati dell’autopsia poi giudicata superficiale?
Insomma una vicenda intrigata.

Sul PLACANICA che all’epoca dei fatti era un pivello impaurito di 21 anni (Carabiniere Ausiliario da 8 mesi) mandato allo sbaraglio dai suoi superiori ho – invero – parecchi dubbi che lo riguardano, infatti:

a) nel 2004 fu indagato per tentata estorsione e alcune intercettazioni lo trovarono in contatto con l’ambiente dello spaccio;
b) nel 2005 è stato dismesso (cacciato) dall’Arma dei Carabinieri per infermità, anche se il TAR successivamente lo dichiarò mentalmente sano;
c) nel 2009 è stato accusato di maltrattamenti e violenza sessuale (episodi del 2007) nei confronti della figlia minore e i suoi legali hanno richiesto di non processarlo per disturbi mentali (ci risiamo), istanza rigettata.

Nel 2014 PLACANICA perde il lavoro (impiegato presso il catasto) per problemi di tossicodipendenza, ora è un disoccupato che inneggia al suicidio nelle pagine di FACEBOOK.

Quando leggo di persone che si accaniscono contro il padre di GIULIANI il quale obbietta sulla trasparenza con cui avvengono certe operazioni di ordine pubblico (DIAZ docet) e mettono in dubbio il suo ruolo educativo nei riguardi del figlio mi chiedo se le stesse incertezze soggiacciono nelle teste confuse di certuni a proposito del padre di PLACANICA, in considerazione del tipo di persona che è diventato.

Io sarei molto cauto a giudicare l’intera vicenda, ancor più i genitori dei protagonisti. L’unica cosa certa è che sono state distrutte le vite di due giovani ragazzi e dei loro familiari e che qualcuno – come nel caso di CUCCHI – abbia insabbiato prove determinanti e il sistema giustizia italico ha dimostrato lacune impressionanti.